Diamo uno sguardo al nostro Bel Paese…

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Triccheballacche. L’Italia che ci meritiamo

 

Cosa ci offre la televisione italiana? Spazzatura! Ed il nostro governo? Chiacchiere! E la qualità della vita? Pessima! E la borsa? Vuota. Ovunque ti giri, ne senti di tutti i colori. A tal punto che a volte stenti a credere di vivere la realtà. E se la nostra vita fosse tutta un reality show? Di quelli che ci vedono tutti rinchiusi in quella grossa casa che è il mondo e Dio di volta in volta a chiamarci ed a decidere del nostro destino, se mai meritiamo la suite paradisiaca o la discarica infernale? Ma allora chi è che vota? Il cosiddetto popolo di lassù? Gli angeli del cielo? Coloro passati a miglior vita? Se è così, dovrò allora impegnarmi al massimo per poi godermi la mia suite. Lassù ne ho tanti tra parenti e amici e quindi ho già qualche voto in tasca! E se la vita fosse invece una candid camera e magari ti aspetti da un momento all’altro il tipico idiota di turno che salta fuori da qualche parte e ti dica: “Sorridi, era tutto un gioco!”. E se invece stessimo tutti sognando e la morte fosse il nostro risveglio. Frattanto, cos’ha da dirmi il mondo? Facciamo allora un po’ di zapping in TV…

 

Reality – Si muore di fame all’Isola dei Famosi e tutti in lotta per sopravvivere. Ma sarà vero o è l’ennesimo bluff combinato ad arte dalla geniale e machiavellica mente di qualche autore televisivo? E se sull’isola i naufraghi in questione girassero solo alcune scene, passando poi il resto della giornata in qualche albergo lì nei pressi? Ed allora come si spiegherebbe il dimagrimento? Chissà, forse qualche dieta loro imposta tanto per far sembrare vero qualcosa che di vero ha poco o nulla. E “La Talpa”? Davvero sarà giusto far fare ai concorrenti tutte quelle schifezze? Nell’ultima edizione si è poi visto di tutto: chi si spogliava in pubblico, chi si rasava a zero, chi piangeva, chi imprecava, chi rideva, chi mollava il suo ragazzo per qualche “galante” avventura all’interno della casa, avventura fatta irrimediabilmente passare per una normale amicizia (se si è amici così…). E “Reality Circus”? Il circo se lo facciano i veri artisti, non i saltimbanchi improvvisati! Ed “Old West”? Ma perché era un reality? Da quando in qua uno si cimenta a fare il cowboy, se fino a ieri faceva l’avvocato o il ragioniere? E “La Fattoria”? Mica è così semplice gestire una tenuta in campagna! A tale proposito, i divetti della TV che si atteggiano a fattori e contadini andassero invece ad intervistare chi si sveglia all’alba e si ritira a casa a sera inoltrata col le mani sporche di sudore e di terra e spaccatesi per la dura fatica e poi mi risponderanno! Perché prendere in giro chi il lavoro se lo guadagna veramente ed onestamente? L’idea poi della fattoria made in Africa faceva soltanto ridere. Quello made in Brasile ancora peggio. E che dire di quel reality in cui i vip dovevano cucinare per clienti ingaggiati a caso o di quell’altro dove si viveva tutti in un castello come ai tempi del Medio Evo? Infine, “last but not list”, il re dei reality, il capostipite di un genere che ha contaminato la TV e con sè il paese intero, quel “Grande Fratello” che sui valori della lealtà, del rispetto, della morale, dell’amore e dell’amicizia ha di certo molto da insegnarci! E difatti giriamo allora tutti nudi per casa a fare porcate e cavolate dalla mattina alla sera, allegria, spintoniamoci l’un l’altro e tiriamoci bicchieri in faccia, senz’infamia e senza lode, senza timore e senza vergogna: se lo fanno a “Grande Fratello”, perché non farlo anche noi? Permettete che vi proponga una soluzione, drastica ma efficace: chiudiamo i reality! E chiudiamo soprattutto Grande Fratello! E’ un dovere! Verso chi e cosa, ve lo lascio capire a voi…

 

Figli e figliastri tra i bestemmiatori – Defenestrato a lungo dalla TV col bollo dell’incallito bestemmiatore, il simpatico Massimo Ceccherini, svanito il maledetto incubo dell’Isola dei Famosi, torna sul grande schermo nella speranza che il vizio se lo sia tolto; a Leopoldo Mastelloni, per una bestemmia nell’84, andò peggio, con un esilio più lungo ed una carriera, interamente dedicata al teatro, ben lontana dallo schermo, se non per un’apparizione nel reality “La Fattoria” lo scorso anno; Baccini e Roberto Da Crema pure bestemmiarono, ma quelli in TV ci son tornati quasi subito; al Grande Fratello pure ci fu un bestemmiatore, quel toscanaccio dai capelli ricci di cui infatti oggi si è persa ogni traccia. Persino a Sanremo (sì, proprio a Sanremo Festival!) si bestemmia ed anche a microfoni aperti, eppure nessuno ha sentito nulla…perché Sanremo è Sanremo!

 

Dice la bugia: “La TV è sempre la mia!” – Ad “Affari Tuoi” Striscia insiste nel dire che sia tutto combinato, ma questo lo disse (per poi ritrattare) anche il Loppa ai tempi di Bonolis; a proposito di Striscia, chiedete a Iacchetti chi sia Mario Ferrara, attore-regista napoletano, lui capirà, così come dovrà far capire allo stesso Ferrara, che io conosco personalmente, per quale motivo, dopo essere stati per tanti anni amici inseparabili, dopo aver condiviso gli inizi della loro carriera cabarettistica ed aver stretto tra loro un patto, ovvero che ognuno dei due avrebbe aiutato l’altro se fosse diventato famoso, perché invece oggi ignori di conoscerlo facendosi persino negare al telefono; “Al Posto Tuo” su RaiDue faceva passare per vere storie cucite dagli autori addosso a candidati scelti attraverso provini vari; a “Uomini e Donne” ci si chiede i tronisti da dove li prendano e ad “Amici” i concorrenti come li scelgano…io lo so, ma rischio una querela (tra l’altro Platinette insegnante, ma di cosa?) e rimanendo in tema, pare un po’ troppo viziata la vittoria di Federico, che durante l’intero programma non ha fatto altro che leccare il deretano dei suoi insegnanti, in molti credono che abbia avuto più di un Santo in Paradiso; ad “Uno Mattina”, qualche anno fa, ad un disabile anziano fecero credere di avergli trovato qualcuno che si occupasse della sua assistenza, ma il ragazzo in questione, tale Christian Pandolfino, non era che un dipendente Rai, modello, attore e figurante (frattanto di figura ne ha fatta un’altra, non dico quale per non essere volgare…); che dire poi de “La Pupa e il Secchione”, laddove le presunte ignoranti si è scoperto che fossero addirittura più intelligenti dei loro presunti insegnanti, nient’altro probabilmente che attori e figuranti: perché non chiederlo a Rampinelli, stranamente somigliante ad un tale Tiramisù, uno dei tanti concorrenti lanciati da Enrico Papi a “Sarabanda” qualche anno fa? Tutte vere poi le storie d’amore illustrate a “Stranamore”? E gli scherzi mostrati a “Scherzi a Parte” non saranno un tantino taroccati? La TV è come Pinocchio: parla parla, ma non s’accorge che frattanto le cresce il naso…

 

Politica – Mi sento fiero come cittadino di appartenere a quest’Italia, di avere per rappresentante un governo che sovrattassa noi italiani e scarcera i delinquenti, rendendo ulteriormente misera la qualità della vita; se quindi non saprò come mantenere la mia famiglia potrò anche fare qualche scippo od una rapina a mano armata (di pistole giocattolo ne ho tante), tanto poi con l’indulto sto fuori il giorno dopo; e, già che ci sono, potrò fumarmi anche qualche canna in santa pace, tanto è legale, potrò farlo dove voglio e nessuno mi dirà nulla, visto che lo fanno anche quei signori in giacca e cravatta che al governo ci rappresentano e che sono invece i primi a farsi qualche fumatina (o tiratina) nei gabinetti o dove altro capiti; mi sento fiero di vedermi rappresentato da no global e transessuali; mi sento fiero di sapere che, tra coloro che ci rappresentano, vi sono accattoni che, fino a qualche anno prima, intascavano cinque milioni delle vecchie lire soltanto per far trasferire, ad esempio da Verona a Napoli, amici e conoscenti di amici; mi sento fiero di questo governo amico degli americani, mi sento fiero e non posso che augurargli cent’anni…frattanto qualcuno vaneggia parlando di fannulloni, cortigiani in gonnella appiedano milioni di precari tra docenti ed amministrativi, infartuati impongono un assurdo federalismo, clowneschi premier propongono palpatine, scambiano i neri per abbronzati, inseriscono pseudo-showgirls in lista e tra galanti uscite e feste di 18 anni si ricordano d’improvviso di avere moglie e figli, con conseguente richiesta di divorzio e reciproche accuse su chi tra i due debba chiedere scusa per primo. Ma tanto “è tutta colpa della sinistra”…ciarpame senza pudore!

 

Spegniamo i neomelodici – Da quel buon appassionato che sono non posso che essere legato alla parte sana della musica e da napoletano doc lasciatemi spendere parole di elogio per l’arte classica napoletana, che parte da Enrico Caruso e prosegue con Mario Del Monaco, Alfredo Di Stefano, Claudio Villa, Sergio Bruni, Roberto Murolo, Domenico Modugno, Mario Abate, Mario Trevi, ma anche Mario Merola, Al Bano, Peppino Di Capri, Nino D’Angelo, Finizio, Gigi D’Alessio, Enzo Gragnaniello, Vittorio Marsiglia, Alba Pierno, Ida Rendano, Pietra Montecorvino, Eugenio Bennato, la mia amica Gabriella Mercogliano, ecc.; napoletani e non grazie ai quali la musica di casa mia ha avuto ed ha tuttora vasta eco nel mondo. Spegniamo quindi coloro che con la musica niente c’entrano ed il cui scopo non è che involgarire un’arte che va lasciata invece intatta nella sua cultura e nel suo intramontabile splendore, spegniamo i killer della musica ed il malavitoso burattinaio che li manovra, spegniamo la vergogna di Napoli, la parte fetida, malsana della società partenopea: spegniamo i neomelodici!

 

Sicurezza – Quante precauzioni siamo costretti a prendere per strada nel timore che ci facciano del male. Se poi a farmene è qualcuno di famiglia o che ben conosco, vuol dire allora che non sono più sicuro nemmeno tra le mura amiche. Mariti, mogli, figli, nipoti e persino i vicini di casa: occhi aperti, perché i veri assassini ce li avete in casa e nemmeno ve lo immaginate. Ragazze, occhio poi a camminare da sole per strada: qualche amico, approfittando della vostra amicizia e carpendo la fin troppo vostra giustificata buona fede, potrebbe usarvi violenza, e, nel peggiore dei casi, anche uccidervi e nascondervi da qualche parte. Genitori, siate bravi coi vostri figli, sennò vi ammazzano e, se si chiamano Erika e Omar, non pagano neanche un giorno con la scusa del recupero socio-psicologico. E se invece fossi un bambino? Chi mai mi farebbe del male, nella mia tenerezza e nella mia innocenza? Allora, almeno io, potrei dormire sogni tranquilli, tra le braccia di quelle persone che la vita me l’hanno data, di quelle persone che mi amano e dalle quali mai potrei aspettarmi alcunché di orribile…quelle stesse persone che la vita potrebbero anche togliermela da un momento all’altro…E se proprio non si vuol essere razzisti, accogliamo pure a braccia aperte rumeni, albanesi, tunisini, algerini, marocchini e maghrebini, sicuro che poi ci ringrazieranno…stuprandoci, rapinandoci, ammazzandoci!

 

Gli stipendi di Sanremo – Per quale motivo si meravigliano ancora oggi dei soldi intascati da Baudo e la Hunziker per una loro vecchia partecipazione a Sanremo? Mica pretendevano che venissero per quattro spiccioli! E perché poi SuperPippo attacca Bonolis? Lasciamo stare il Paolo nazionale, schifato dalla Rai, bistrattato da Mediaset e sbattuto in seconda serata visti gli ultimi flop conseguiti: caro Paolo, che dirti, se non quell’antico proverbio che ancora fa scuola… “chi troppo vuole, nulla stringe!”.

 

L’Uomo che Strilla – Accomodatevi, signore e signori, venite a vedere l’uomo che strilla e che litiga con chiunque gli capiti sotto tiro, venite ad ammirare Vittorio Sgarbi, che mezza Italia ha già mandato al diavolo, godetevi i suoi strepiti ed i suoi isterismi, ammirate con quanta grazia tratti il suo prossimo a suon d’insulti, lodate il suo farsi largo a furia di improperi e, laddove un giorno scoccherà la sua ora, sicuro che litigherà persino col Padre Eterno in persona…

 

Le vigliaccate di Corona – Fabrizio Corona faceva il fotografo ed era sposato con una delle donne più belle che si possano mai desiderare. Eppure ciò non gli bastava e, pur di godersi un’intera vita all’insegna della rendita e del relax, non esitava a metter nei guai personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, ritraendoli in scene poco ortodosse e ricattandoli a suon di milioni pur di non far pubblicare le foto in questione. Riccardo Schicchi, il re di un hard che col cinema non ha nulla da condividere e che in carriera ha, più che lanciato, rovinato migliaia di attrici marchiate a vita con l’infame segno del porno, sempre pronto e disponibile a reggergli il gioco assoldando prostitute per eminenti uomini d’affari e della televisione. In tutto questo, l’impresario Lele Mora a reggere i fili della matassa. E senza alcun rimorso verso le ingenue vittime designate, Corona e soci si arricchivano ai danni delle debolezze altrui, fin quando la giustizia non ha fatto il suo corso. Cari signori, non avete da fare che una cosa: tutti un passo indietro e vergognatevi!

 

Buona Domenica – In relazione al trashismo ormai imperante a “Buona Domenica” (o Questa Domenica, per meglio dire) e denunciato persino da Lippi, che a suo tempo decise saggiamente di togliere il disturbo, se n’è parlato abbondantemente. D’altronde il programma basta guardarlo quei soli cinque minuti per rendersi conto della sua assoluta mediocrità, della frivolezza e superficialità con cui viene ancora oggi gestito. Non sarebbe ora che Mediaset offrisse al suo pubblico una domenica più decente, anziché gare di windsurf senza senso, stupidi balletti ed i soliti schiamazzi da cortile?

 

L’eterno tormentone De Sica-Boldi – “C’eravamo tanto amati”, non che mi riferisca al film della Sandrelli, bensì all’eterno tormentone che vede per protagonisti Christian De Sica e Massimo Boldi, gli amiconi inseparabili, il duo comico italiano per eccellenza che molti già paragonavano a Franco e Ciccio se non addirittura a Totò e Peppino, e che invece oggi hanno preso altre strade beccandosi a vicenda a suon di interviste giornalistiche e televisive. E laddove De Sica aveva già lanciato un’ultima speranza per un loro futura reunion, ci ha pensato Boldi a stoppare il tutto, accusando il collega di avergli impedito, durante la lavorazione del film “Natale in India”, di trascorrere più tempo con la moglie malata. E lo stesso De Sica, suo malgrado, ha dovuto mettere la parola fine ad una storia durata circa vent’anni, dai tempi de “I Pompieri”, fino a “Natale a Miami”. La verità, una e semplice, è che ognuno dei due, trascorsi tanti anni insieme, ha voluto provare esperienze diverse che rinverdissero la propria carriera. Tutto qui. Il resto, dichiarazioni al vetriolo comprese, non è che una montatura dei media, una tinozza in cui si è fatta sguazzare fin troppa curiosità.

 

Degeneration School – Insegnanti in perizoma che si lasciano tastare dagli allievi, supplenti di matematica che fanno sesso in classe, maestre che legano alle sedie i bimbi o, peggio ancora, tagliano loro la lingua, docenti buffoni che si travestono, ballano, dormono in classe, che percuotono gli allievi e che si fanno prendere in giro come compagnucci di giochi qualunque, insegnanti che fumano canne, ma anche allievi che si denudano dinnanzi alle insegnanti, che saltano tra i banchi, che picchiano un disabile…insomma zingarate varie di una scuola totalmente degenerata e sempre più un rudere in rovina.

 

Non avessi mai fatto zapping! Non so se ridere o dover piangere, fatto sta che la TV l’ho già gettata dal balcone. E nel concludere, non posso dire che è questa l’Italia che probabilmente ci meritiamo!

E triccheballacche! E triccheballacche!

 

Alberto Ferrero

Diamo uno sguardo al nostro Bel Paese…ultima modifica: 2009-05-06T19:59:50+02:00da metropolis32
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